La dedicazione della nostra chiesa a San Giorgio martire rivela un’origine antica anche del paese che prende il suo nome e che si sviluppò attorno ad essa, sicuramente già esistente dal X secolo.
Dal XII secolo la chiesa è registrata come “pieve”, ovvero una parrocchia a capo di un territorio che comprendeva altre chiese minori, e sede del battistero: solo nelle pievi infatti poteva essere celebrato il battesimo!
Il paese ebbe sempre una certa importanza strategica nel contado bolognese, nella sua collocazione tra Bologna e Ferrara; fu sede di una fiera annuale (dal ‘400 fino almeno al 1850 nella seconda metà di luglio) e paese che diede i natali a diverse persone di spicco nell’amministrazione bolognese; fu a capo del vicariato di San Giorgio di Piano dal 1388, quando crebbe di importanza grazie alle nuove fortificazioni intorno all’abitato.
La parrocchia crebbe conseguentemente di importanza: è nominata plebana con 15 chiese suffraganee nel 1300 .

L’edificio
Un disegno del 1578 descrive la nostra chiesa con una forma forse lievemente ampliata di quella che doveva essere la sua originaria struttura di pieve romanica, ad una navata, con quattro cappelle per lato, affiancata nel lato nord dalla canonica e nel lato sud dal campanile.
Sostanzialmente così si doveva presentare fino al 1829, quando iniziarono lavori di ristrutturazione ed ampliamento che, in un primo momento, si limitarono alla zona del presbiterio e alle due prime cappelle laterali.
Giuseppe Landi nel 1851 la descrive così: “sì nell’esterno come nell’interno conserva anche per buona parte la sua antichità, per non essersi compiuta la nuova riedificazione cominciata il 14 ottobre 1829, onde ne sorse di nuovo solo la augusta Cappella Maggiore, Presbiterio, e le due prime cappelle laterali”.
Tra il 1865 e il 1867 il parroco don Tarcisio Gaiani, l’Amministrazione parrocchiale, le Autorità Civili e tutti i cittadini, in pieno accordo, completano i lavori di ricostruzione, su progetto dell’ing. Elbino Riccardi.
Sorge cosi la nuova chiesa, a tre navate, in stile neoclassico, di buona fattura architettonica, dalla linea semplice ma armoniosa, così come ancora la vediamo oggi .
Il campanile ebbe la guglia di rame nel 1765. In quello stesso anno il Comune pose l’orologio.
Il doppio di campane è stato fuso nel 1837 dalla Fonderia Brighenti, a spese dei parrocchiani, utilizzando le campane precedenti eccetto una piccola del 1410, conservata per la sua antichità.

Interno
L’oggetto di maggiore valenza artistica della chiesa è il quadro posto sopra l’altare maggiore, che raffigura la Madonna con il Bambino che appare a San Giorgio e ai Santi Leonardo e Pancrazio. Questa opera è attribuita al pittore Antonio Randa, nato a Bologna intorno al 1577, che operò principalmente nelle province di Modena, Ferrara e Rovigo. Di questo pittore sappiamo poco, fu un allievo prima di Guido Reni, poi di Lucio Massari, che influenzarono il suo stile. Non sappiamo quando questa tela arrivò nella chiesa di San Giorgio.
Il Santo è ritratto secondo una tipica iconografia, nell’atto di uccidere il drago (il cavaliere cristiano che lotta contro il male e il paganesimo rappresentato dal drago), mentre sullo sfondo appare la fanciulla liberata (che simboleggia la Cappadocia, terra di origine di Giorgio, liberata dal paganesimo e conquistata dalla religione cristiana). Da notare che il drago è calpestato da Giorgio, ovvero è momentaneamente vinto ma non del tutto sconfitto…. Perché la lotta tra bene e male è destinata a durare in eterno.
Al suo fianco i santi Leonardo (che rifiutò la nomina a vescovo e vestì gli abiti di monaco, qui rappresentato come un monaco con il pastorale da vescovo) e Pancrazio (giovane martire sotto Diocleziano, che tiene in mano un pane sormontato da tre spighe, probabilmente un simbolo eucaristico).

La 5° cappella a sinistra è dedicata a San Luigi Gonzaga, secondo patrono della parrocchia.
Presso l’altare dedicato a San Luigi Gonzaga si erigeva la compagnia del SS. Sacramento sotto gli auspici di questo Santo.
Probabilmente questa compagnia aveva origini antiche, possiamo ipotizzare che venne istituita a metà del XVIII secolo.
Dal 1863 è testimoniata anche la Festa di san Luigi, ancora esistente, la quarta domenica di settembre.
Nel 1867 proprio durante la festa fu inaugurata la nuova chiesa.
