6 Gennaio 2026

L’Epifania del Bene: cuori che creano ponti

Mt 2,1-12

A cura di Don Eric Oswald FANOU

Oggi in Italia si celebra l’Epifania del Signore. Nel Vangelo di questa solennità, i Magi, guidati da una stella, si recano alla culla del divino Bimbo per adorarlo. Udita la notizia, Erode, turbato dalla nascita di un nuovo re, chiede e ottiene conferma dai suoi dotti, esperti nelle Scritture. Infine, avvertendo le intenzioni malvagie del reggente nei confronti del Bambino, i Magi fanno ritorno ai loro paesi per un’altra strada, senza assecondare la richiesta di Erode. *Riconoscere e accogliere la luce dell’altro non toglie nulla alla propria felicità.*

Sin dal Natale siamo invitati a contemplare il mistero di Dio fatto uomo. I pastori sono accorsi per primi, facendosi testimoni dell’evento. Il brano del Vangelo di oggi ci narra poi la visita di saggi venuti da terre lontane, considerate allora alle estremità del mondo. Questi Magi non appartenevano al popolo eletto in attesa del Messia: erano considerati pagani. Tutto ciò attesta che, fin dalla nascita di Gesù, Dio ha inviato un segnale forte per farsi conoscere all’umanità intera. Egli non si rivela solo a Israele, ma a ogni uomo. Poiché Egli è vero uomo, rivela l’uomo a se stesso. Dunque, come Lui, ogni bambino che viene concepito porta con sé una stella che brilla. Quella di Gesù ha brillato subito; quelle degli altri brillano con il tempo. Ma nessuna stella brilla per se stessa: brilla per il bene di tutti. È qui che i Magi ci insegnano quella saggezza e quell’umiltà che sono mancate al re Erode.

Quando brilla la stella dell’altro, bisogna saperla riconoscere e lodare Dio. Provare gioia davanti al successo altrui è un atto di gratitudine verso il Signore, è adorazione della Fonte di ogni bene. Per Erode, invece, nessun altro re poteva sorgere senza minacciare i suoi progetti; per questo era turbato dalla nascita di un bimbo Re.
I progetti di Dio, però, seguono altre vie: Egli fa fiorire doni speciali laddove porteranno più frutto all’umanità. Tutto ciò che di bello e buono è in noi è chiamato a risplendere per gli altri e non può diventare oggetto di vanto o prepotenza. Un successo, un talento o una ricchezza che non creano ponti finiscono per isolarci, rinchiudendoci tra mura che ci rendono prigionieri della solitudine e dell’amarezza. Se troviamo la gioia nel successo altrui, non imboccheremo mai le strade della morte, fatte di invidia e malizia. Quelle strade riportano sempre al palazzo di Erode, in cerca di alleati per compiere piani distruttivi.

Che il Signore ci dia la grazia di voltare le spalle alle alleanze con il male, anche a costo di perdere affetti e amicizie apparentemente importanti. Che possiamo, come i Magi, scegliere la via della vita. Buona festa.