A cura di Don Eric Oswald FANOU
Oggi, in molti paesi del mondo, si celebra l’Epifania, che qui in Italia festeggeremo il 6 gennaio. La liturgia di questa seconda domenica dopo Natale ci ripropone il Prologo di Giovanni, che abbiamo già ascoltato pochi giorni fa, nel giorno di Natale. Tutto, nel Prologo, ruota attorno al Verbo di Dio, il Logos eterno, l’unica Parola che è vita e luce del mondo. È l’unica Parola senza la quale il mondo non potrebbe sussistere. *Ogni gesto e ogni parola che dà senso al vivere è un’occasione offerta al Verbo per manifestarsi ancora nel mondo.*
La Parola, il Verbo all’origine di tutto, è bontà sussistente. Dio non dice il male, altrimenti non sarebbe più Dio; Egli dice solo il bene. Ed è proprio il Verbo la Sua benedizione ( dire bene) per il mondo. Oggi il nostro mondo è teatro di troppe scene di desolazione e tristezza: guerre ovunque, nazioni contro nazioni, concittadini contro concittadini, fratelli contro fratelli. Assistiamo alla corsa al potere assoluto, ad attacchi mortali improvvisi nelle strade e a tragedie, come quella di Crans-Montana in Svizzera.
Tutto sembra dare l’impressione che il mondo sia maledetto e che venire al mondo significhi solo andare incontro ai guai. Ma non è così.
La Parola pronunciata dal Creatore è interamente bontà. Il Vangelo sottolinea che senza questa bontà nulla è stato fatto di ciò che esiste. L’incarnazione del Verbo e la sua dimora in mezzo a noi hanno mostrato quanto sia profondo l’amore con cui la Parola (Figlio di Dio) si dona a noi. Anche Dio soffre per il male creato da una libertà senza limiti; quella libertà che ha voluto costruire il proprio palazzo senza la Parola che dona armonia a tutto. Dio soffre quando l’uomo è sotto il giogo della maledizione che si è inflitto da solo. Ma la Sua Luce continua a brillare nel buio per ricordarci che è sempre possibile seguire il chiarore che riporta all’armonia delle origini.
Anzi, anche noi è dato persino di riflettere nel mondo questa luce che dona vita. Lo facciamo attraverso quei gesti semplici che uniscono invece di dividere; attraverso quegli sguardi che danno valore all’altro invece di disprezzarlo o giudicarlo; attraverso quelle parole che spengono la violenza e che guariscono invece di uccidere. La Parola di Dio, la luce, non si riflette nelle chiacchiere: quelle chiacchiere che restano nell’ombra, che non possono venire alla luce perché esse portano semi e veleni di morte.
Amore e bontà, ecco ciò che ci è stato rivelato nel Figlio di Dio: noi ci gloriamo di essere suoi seguaci. Chiediamo che Egli ci dia la forza di essere la Sua benedizione per gli uni e gli altri, per il mondo intero. Amen. Buona domenica.

