4a domenica di Avvento/A

L’angelo che salva vita

Mt 1,18-24

A cura di Don Eric Oswald FANOU

Il Vangelo di quest’ultima domenica prima di Natale racconta un evento gioioso per la nostra salvezza, ma dolorosamente imbarazzante per il modo in cui è accaduto. La Vergine Maria rimane incinta senza aver conosciuto Giuseppe, suo futuro sposo. Davanti a questo sospetto di tradimento, il “Giusto” Giuseppe decide di ripudiare Maria, e lo avrebbe fatto se non ci fosse stato l’intervento dell’angelo, cioè un intervento divino. Piacque a Dio che aumentassero gli angeli che salvano la vita.

La gravidanza di Maria prima del matrimonio era, in quel momento, un imprevisto drammatico. Nessuna donna poteva desiderare una gravidanza del genere. Anche in un tradimento vero ci si augura che non sfoci in una gravidanza; e quando purtroppo capita, disfa famiglie e crea tanto dolore. Nel caso di Maria, lei rischiava la lapidazione. Nella migliore delle ipotesi, anche un uomo santo come Giuseppe aveva deciso di rompere con lei e di lasciarla nella vergogna della sua situazione. Nessuna spiegazione avrebbe potuto salvarla da quella triste condizione. Giuseppe, almeno secondo il brano evangelico, non sembra essere stato convinto dal racconto della sua fidanzata.

Per fortuna intervenne l’Angelo di Dio. È chiaro che situazioni del genere non si risolvono senza il ricorso alla Grazia di Dio; sono troppo difficili da accettare per noi senza di essa. L’angelo non ha salvato solo la vita di Maria e del bimbo concepito, ma anche la vita dello stesso Giuseppe. Non si sa dove lo avrebbe potuto condurre un dispiacere del genere, come avrebbe vissuto, o in quale depressione lo avrebbe trascinato una delusione amorosa simile. Anche per lui l’angelo è stato una salvezza.

Di angeli che salvano la vita ce ne sono ancora. Penso a tutti coloro che aiutano le persone con gravidanze indesiderate a scegliere di custodire la vita; penso alle donne che hanno subito violenze eppure accettano di curare una vita che scaturisce dalla violenza più terribile; penso a quelli che, contro il parere medico, rifiutano di uccidere il frutto del loro grembo. Sono angeli del nostro tempo: quelli che non fanno pesare il senso di colpa agli altri, ma li affiancano perché riprendano la retta via; sono angeli quelli che mettono a rischio il proprio benessere per soccorrere gli imprevisti che scombussolano la vita degli altri; sono angeli coloro che sanno contare sulla Grazia di Dio per uscire dal fango della vita.
Voglia il Signore che possiamo diventare angeli capaci di prenderci cura della vita. Buona domenica.