A cura di Don Eric Oswald FANOU
Oggi la Chiesa celebra la solennità di Maria Santissima Madre di Dio. In questo giorno di Capodanno ricorre anche la 59ª Giornata Mondiale della Pace. Il Vangelo proposto per questa festa narra l’entusiasmo dei pastori dopo aver ricevuto il lieto annuncio dell’angelo. Una notizia, per loro, quasi troppo bella per essere vera; eppure non sono rimasti delusi. Il brano evangelico termina con il racconto della circoncisione e dell’imposizione del nome al fanciullo. Tutto attesta la maternità di Maria, che la Chiesa onora ricordandoci di onorare, ogni maternità.
Nella narrazione di Luca sulla nascita di Gesù, ascoltiamo oggi un brano che conferma come Maria abbia realmente partorito: è diventata Madre. A sostegno di questa notizia, l’evangelista racconta la gioia dei pastori che videro tutto esattamente come era stato loro annunciato. Maria è diventata anche lei Madre per via naturale; nella festa odierna, onoriamo dunque anche la maternità in sé.
Dio non ha scelto un modo straordinario o astratto per la nascita di Suo Figlio, l’Eterno Generato, ma ha scelto la cooperazione di una donna: Maria. Compiendo questa scelta, Egli non ha imboccato una “via necessaria”, ma la via più “conveniente” (come direbbe San Tommaso d’Aquino). Ha scelto il parto di una donna come la via più consona per la venuta al mondo del Verbo eterno. In Maria, tutta l’umanità è stata onorata e chiamata a cooperare all’opera della redenzione.
Una nascita è sempre frutto di una cooperazione tra Dio e l’umano. Celebrando la maternità della Beata Vergine Maria, la Chiesa ci ricorda di onorare non solo Colei che si è resa disponibile alla redenzione, ma anche coloro attraverso i quali siamo stati generati alla vita. I nostri genitori, e tutti coloro che esercitano nei nostri confronti una funzione materna, meritano di essere onorati. La loro disponibilità è stata fondamentale per farci venire alla luce. Non è un caso che Dio stesso ne faccia un comandamento: “Onora tuo padre e tua madre”. Questa parola divina non dice di onorare i genitori solo quando sono “bravi”. Anzi, a questo comandamento è legata una benedizione particolare. Non perdiamo queste benedizioni per nessun motivo, specialmente quando la vecchiaia o la fragilità rendono i genitori più bisognosi della nostra presenza e premura.
Anche i figli della Beata Vergine Maria sanno onorarLa non solo con le “Ave Maria”, ma con l’impegno di essere membra che evitino alla Chiesa e al mondo ferite, tristezze e vergogna, cercando invece di curare le piaghe della divisione del Corpo di Cristo e le piaghe dell’umanità. Nessuna madre è felice quando i suoi figli sono divisi; nessuna madre è felice quando i figli non si riconoscono più come fratelli e non si salutano. Nessuna madre è felice quando regna lo spirito di sospetto o quando anche uno solo dei figli non è sereno. Di queste cose soffre la Chiesa, soffrono le nostre famiglie e soffre la Beata Vergine Maria, che non smette mai di intercedere per noi.
Auguri di Buon Anno!

