A cura di Don Eric Oswald Fanou
Nel Vangelo odierno, viene riferita a Gesù una triste notizia: il massacro di alcuni Galilei che offrivano sacrifici. Prendendo la parola, Gesù ribadisce l’urgenza della conversione. Poi ricorda un altro drammatico incidente. Infine, offre una parabola che si conclude con un’esortazione alla pazienza. Senza la consapevolezza della fugacità della nostra vita, si rischia di presumere abusivamente della pazienza di Dio.
La parabola del Vangelo ci porta in un contesto rurale. Un padrone ha piantato un albero di fichi, ma è rimasto deluso dal ritardo nella produzione dei frutti. Dopo tre anni di vana attesa, da buon contadino, decide di tagliare l’albero, che sfrutta la terra senza dare alcun frutto. Ma il vignaiolo gli chiede di avere ancora pazienza, promettendo di dedicare cure aggiuntive alla pianta.
Il contadino della parabola concede una seconda possibilità, una seconda chance a un albero. E Dio, bontà infinita, perché non dovrebbe concedere tempo e cura ai suoi figli per la loro conversione? Dio è paziente e spera nella nostra conversione. La conversione a cui ci invita il Vangelo, in particolare, è prendere seriamente coscienza della fugacità, della precarietà della nostra vita. La pazienza di Dio è illimitata quanto la sua immensità, ma l’uomo ne gode entro i limiti della propria natura. Dio è eterno, l’uomo sulla terra non lo è. Quindi, l’uomo non può godere della pazienza di Dio all’infinito, né decidere di gestire il tempo della grazia di Dio a suo piacimento. Anzi, molti fattori glielo impediscono.
Nel Vangelo possiamo evidenziare due casi che mostrano la precarietà della nostra natura. Il primo è il massacro dei Galilei che offrivano sacrifici. Non potevano immaginare che la loro vita sarebbe finita in quel modo. Nemmeno i loro sacrifici li hanno salvati dalla malvagità umana. Il secondo è il crollo della torre di Sìloe su 18 persone. Un incidente, diremmo. Anche morire di vecchiaia dimostra che la nostra vita è transitoria. Quindi, ogni minuto in più è per noi un tempo di grazia, un tempo di cura da parte del Signore. Che Egli ci salvi dalla presunzione abusiva della sua pazienza.
Buona domenica.
Don Eric Oswald FANOU