Direttorio CPP rev.02 del 25/02/2026
DIRETTORIO E REGOLAMENTO del CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE (CPP)
della PARROCCHIA SAN MICHELE ARCANGELO di ARGELATO
A COS’È E DI COSA SI OCCUPA IL CPP
A.1 Il Consiglio Pastorale Parrocchiale (CPP) è regolato dal canone 536 del Codice di Diritto Canonico (CIC), che lo definisce un organo consultivo e di servizio, per promuovere la corresponsabilità dei fedeli insieme al parroco, che lo presiede. Il suo compito principale è progettare, sostenere e verificare l’attività pastorale della comunità.
A.2 Nel documento finale del Sinodo Italiano del 25 ottobre 2025 , al numero 69, nel capitolo riguardo gli Organismi sinodali per il discernimento ecclesiale è scritto: Perché sia autentica la comunione ha bisogno di tradursi nella partecipazione. Strumenti di tale partecipazione sono il Consiglio pastorale, il Consiglio per gli affari economici e gli altri Organismi di partecipazione, di cui ogni Diocesi e ogni parrocchia devono necessariamente essere dotate. Tenendo conto che a tutti i battezzati consta il dovere e il diritto di impegnarsi perché l’annuncio del Vangelo si diffonda sempre più fra le persone di ogni tempo e di ogni luogo (cfr. CIC, can. 211).
A.3 Il CPP è un gruppo di fedeli (presbiteri, diaconi, laici e consacrati) che, in rappresentanza e a servizio dell’intera comunità parrocchiale, ha come primo obiettivo favorire il raggiungimento dell’unità nella vita della comunità attorno all’Eucaristia e promuovere il discernimento comunitario in relazione alla testimonianza della carità e alla confessione della fede. Esso è espressione significativa della ministerialità nella chiesa, e costituisce il segno e lo strumento privilegiato per manifestare e vivere la comunione e la corresponsabilità all’interno della parrocchia, fra presbiteri, religiosi, laici, e fra i vari gruppi, associazioni e movimenti ecclesiali.
A.4 La comunione ecclesiale è autentica e rende possibile la missione del popolo di Dio nel mondo, quando si configura come “comunione aperta”, e cioè quando la parrocchia rifiuta ogni chiusura e si apre alla condivisione e alla collaborazione con le altre parrocchie, nella prospettiva e per lo sviluppo delle Zone Pastorali (Z.P.), nel vicariato e nell’intera chiesa diocesana.
A.5 Le persone sono un fattore determinante nella vita della chiesa: la vitalità del CPP esige che tra i suoi membri si sviluppi un clima relazionale positivo, favorendo l’attitudine all’ascolto reciproco, e affrontando limpidamente e pazientemente le tensioni inevitabili. Vanno quindi promosse periodicamente occasioni di incontro, nelle quali i membri del CPP possano condividere fraternamente anche l’esperienza di fede e di vita. Annualmente, se possibile, verrà realizzato un incontro di preghiera e studio, in cui il CPP monitora e si interroga su come vengano vissute la comunione e la corresponsabilità dai membri della parrocchia.
A.6 Il CPP ha un carattere consultivo e, anche se le sue scelte vengono espresse normalmente con una votazione, si configurano come il risultato di un discernimento compiuto insieme, alla luce dello Spirito e con il contributo proprio di ogni persona e di ogni ministero ecclesiale.
La responsabilità ultima è in capo al parroco, anche se le proposte scelte, specialmente se espresse a larga maggioranza, sono pastoralmente impegnative.
Anche per questo motivo, l’attività del CPP dovrà essere accompagnata e illuminata dalla preghiera e dall’ascolto della Parola di Dio.
A.7 Il compito proprio del CPP è formulare il programma pastorale della parrocchia, definendone gli obbiettivi, le priorità, le attività, i mezzi da impiegare e le modalità della verifica, avendo grande cura nel coordinamento di ogni iniziativa.
Tale impegno riconosce sempre il primato dell’iniziativa di Dio e quindi si configura come
– una lettura attenta, obbedienziale e responsabile dei “segni dei tempi” che si rivelano nella vita concreta della comunità, del territorio e del mondo (situazioni, problemi, attese…);
– una ricerca delle possibili risposte pastorali compiuta nell’orizzonte ecclesiale definito dalle reali esigenze della comunità locale, dalle linee pastorali fissate dal Vescovo per tutta la diocesi, e dalle scelte maturate in vicariato.
A.8 Grande cura deve essere posta nella relazione con il CPAE (Consiglio Parrocchiale per gli affari Economici) per fornirgli adeguate indicazioni per l’amministrazione dei beni e delle strutture della Parrocchia, in base alle esigenze ed ai progetti pastorali individuati. Annualmente il CPAE presenterà al CPP il risultato del Bilancio Economico della Parrocchia.
A.9 Attraverso la valorizzazione delle competenze dei laici, il CPP offre un’attenzione continuativa alle necessità e opportunità pastorali che si evidenziano nel territorio, con particolare riferimento alle situazioni di nuove povertà e di emarginazione, per manifestare una presenza viva ed operante della comunità cristiana.