A cura di Don Eric Oswald FANOU
In questa domenica, chiamata Gaudete, il vangelo racconta un momento di sofferenza del grande profeta Giovanni Battista. In ciò che credeva sembra venire meno nel silenzio del carcere. Egli mandò a Gesù i propri discepoli per avere risposta ai propri dubbi. Gesù gli annuncia il compimento delle parole del profeta Isaia, poi invita Giovanni alla perseveranza nella fede in Lui: “Beato colui che non trova in me motivo di scandalo”. *La fede non rende immuni alla sofferenza, ma aiuta ad attraversare la sofferenza con serenità.*
Giovanni si era trovato in carcere dopo aver rimproverato Erode perché egli aveva preso Erodiade, la moglie del suo fratello Filippo. Il re, pure non volendo, finì per mancanza di umiltà per imprigionare il profeta, per chiudere la voce al vero. Come tanti di quelli che venivano fatti fuori solo perché alla loro presenza si scuoteva la coscienza.
Lo stesso Giovanni il Battista, radicale e austero nella propria vita al seguito del Signore, lo stesso la cui voce ha gridato nel deserto per annunciare il Messia potente che viene a liberare il popolo d’Israele da ogni tipo di schiavitù, si sente abbandonato in prigione. A questo punto, come succede anche a noi, gli sorgono dei dubbi. Ma ha un merito: non si lascia imprigionare dai suoi dubbi. Proprio dentro il buio del dubbio cerca, per mezzo dei suoi discepoli, di incontrare Gesù, cerca di aprire un dialogo.
E Gesù gli viene incontro, citando la profezia d’Isaia. Egli fa capire a Giovanni che le stesse Scritture da lui annunciate si sono compiute. E invita Giovanni il Battista a superare l’ostacolo (scandalo) per entrare nella nuova comprensione della figura del Messia. Le armi del Messia sono diverse da quelle di Erode, da quelle che spesso desidera il mondo. Il Messia è un agnello disarmato, che ci invita a diventare anche agnelli per Dio. Giovanni il Battista lo è rimasto sino alla morte cruenta.
Essere credenti o non credenti non protegge dal male, dal dolore. Ma c’è un modo cristiano di vivere le prove che fa rinascere la vita e dona gioia e serenità. Non si tratta di arrendersi, ma si tratta di sapersi mai abbandonati dal Signore.
Che il Signore ravvivi ancora la sua gioia nei nostri cuori.
Buona domenica.

