4a domenica T.O/A

Beatitudini per l’oggi

Mt 5,1-12a

In questa domenica ricorre la 48ª Giornata per la Vita. Le Beatitudini che abbiamo ascoltato nel Vangelo odierno sono vie e consolazioni per la costruzione di un mondo bello; esse ci insegnano a costruire spazi per una vita beata.
Ascoltando le Beatitudini, potrebbe sembrare che sia beato chi subisce passivamente la sofferenza, o che arrendersi a una fatalità dolorosa sia il modo giusto per ricevere la grazia. Al contrario, esse non sono un’apologia del dolore, ma un incoraggiamento a compiere il bene. Sono un invito a perseverare con il Signore nella costruzione di un mondo in cui regnino l’armonia e la pace.
Compiere opere buone richiede sempre un “sacrificio”, inteso come sacrum facere (rendere sacro). Tuttavia, nel cercare di compiere il bene, ci si imbatte spesso nella violenza del male, ed è qui che la fede si fa testimonianza. Le cose sacre non sono solo atti straordinari, ma prima di tutto gesti ordinari che non danneggiano gli altri e non rattristano Dio. In questo senso, lavorare per mantenere la propria famiglia e riuscire a donare una parte a chi è nel bisogno significa vivere le Beatitudini. Infatti, coloro che non trattengono egoisticamente tutto per sé sono i veri “poveri in spirito”.
Potremmo quindi declinare diversamente le Beatitudini per l’oggi:
• Beati quelli che trovano nel Signore la loro consolazione.
• Beati quelli che non umiliano gli altri, ma ne rispettano la dignità umana.
• Beati quelli che non sono sostenitori dell’ingiustizia, né di quella segreta né di quella strutturale.
• Beati quelli che credono nella misericordia di Dio e vivono come peccatori salvati.
• Beati quelli che procurano gioia e sostegno a ogni vita vulnerabile (dal grembo materno alla vecchiaia).
• Beati quelli che, nel segreto, si impegnano per un mondo più giusto e armonioso.
• Beati quelli che sanno ancora contare sull’amore di Dio in qualsiasi situazione.
• Beati quelli che sono al servizio della cultura della vita.
• Beati…………..ecc.
Buona domenica. Don Eric Oswald FANOU