3ª Domenica di Quaresima A

Dialogo aperto a tutti

A cura di Don Eric Oswald FANOU

Oggi ricorre la Giornata internazionale della Donna. Anche al centro del Vangelo odierno troviamo una donna che stava attraversando un momento difficile della propria vita. Ella incontra Gesù al pozzo e il dialogo con Lui le dona una nuova gioia. Il fatto di essere un uomo giudeo e santo non ha impedito a Gesù di entrare in dialogo con questa donna, di cui conosceva bene la storia. La discriminazione, in ogni sua forma, è controproducente per l’annuncio del Vangelo e alla coesione sociale.

Nel Vangelo, la donna viene identificata attraverso il suo luogo d’origine: è una Samaritana. Questo riferimento peggiora la sua condizione, poiché era già svantaggiata in quanto donna e priva di un marito. In quell’epoca, lontana dall’idea di parità tra uomo e donna, essere senza marito significava non avere un tetto né sicurezza; spesso queste donne erano etichettate come persone dalla vita non virtuosa. Se aggiungiamo il fatto di provenire dalla Samaria – terra considerata dai Giudei pagana e traditrice dell’ortodossia religiosa – questa donna aveva tutti i requisiti per essere evitata da un Giudeo.

Eppure, contro le aspettative della donna stessa e dei discepoli — i quali rimasero meravigliati nel vedere Gesù parlare con una samaritana — Egli avvia un dialogo con lei e con la sua gente. Persone che, a loro volta, non davano grande valore alla donna, dicendole: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo». Gesù dimostra così di aprire il suo dialogo a tutti, a prescindere dalle origini, dalla fama o dalla condizione di vita. Egli non seleziona a priori le categorie di persone con cui parlare e non si lascia condizionare dalla cultura del suo tempo. Il dialogo aperto a tutti è l’antidoto alla discriminazione e la via verso la fratellanza universale.

Oltre ai grandi temi della discriminazione come l’omofobia o il razzismo, esiste una discriminazione più sottile: la vergogna di apparire amici o conoscenti di qualcuno su cui pesa uno stigma sociale. A volte si fa finta di non conoscere una persona perché è stata in prigione o perché si dice che abbia comportamenti poco virtuosi. In ogni caso, nulla deve impedire un dialogo aperto con il prossimo. Quando non c’è più dialogo, si arriva alla guerra. Che lo Spirito Santo ci doni la grazia del dialogo.
Buona festa delle donne e buona domenica a tutti.