Category Archives: Parrocchia di S. Giorgio di Piano

Natale 2025

Il Dio presso di noi

Gv 1,1-18

A cura di Don Eric Oswald FANOU

La liturgia della terza messa di questo Natale ci invita a meditare il Prologo del Vangelo secondo Giovanni. Il bimbo nato nella mangiatoia di Betlemme è l’incarnazione del Verbo eterno di Dio e la sua piena rivelazione. In Lui, il Dio invisibile — fino ad allora solo immaginato o pensato — è divenuto visibile, rendendo manifesto l’amore del Verbo eterno.

Da sempre l’umanità, nel credere in un Creatore, si è fatta delle immagini di Dio. I filosofi lo hanno concepito come l’«Immutabile» che muove ogni cosa; i Giudei lo pensavano come un essere potente, un guerriero pronto a punire i ribelli. Immaginavano un Dio che non era possibile avvicinare, nemmeno nel Santuario: infatti, solo il Sommo Sacerdote poteva, una volta all’anno, accedere al Santo dei Santi. Per altri ancora oggi Dio rimane confinato nella sfera del misticismo, conoscibile solo attraverso i racconti di chi ha avuto visioni private.

È in questo contesto di convinzioni diverse e spesso opposte che il cristiano afferma l’inaudito: l’invisibile Dio è visibile in un bambino, il Cristo. Egli non è il Dio Padre, ma in Lui non manca nulla della divinità; Egli dice tutto di Dio perché è il Verbo, l’Icona perfetta del Padre.
Credendo in questo, un cristiano non può più vivere nutrendo l’idea di un Dio distante o immaginario. Il nostro Dio ha abbattuto ogni muro di separazione. In Cristo, è diventato il «Dio con noi», presente accanto a noi per consolarci nelle fatiche e nei sacrifici. Egli cammina al nostro fianco per rendere il nostro viaggio meno pesante. Impariamo a conoscerlo davvero.

Che la sua grazia ci liberi da ogni concezione di un Dio che allontana, per abbracciare Colui che attira a sé con amore.
Buon Natale!

4a domenica di Avvento/A

L’angelo che salva vita

Mt 1,18-24

A cura di Don Eric Oswald FANOU

Il Vangelo di quest’ultima domenica prima di Natale racconta un evento gioioso per la nostra salvezza, ma dolorosamente imbarazzante per il modo in cui è accaduto. La Vergine Maria rimane incinta senza aver conosciuto Giuseppe, suo futuro sposo. Davanti a questo sospetto di tradimento, il “Giusto” Giuseppe decide di ripudiare Maria, e lo avrebbe fatto se non ci fosse stato l’intervento dell’angelo, cioè un intervento divino. Piacque a Dio che aumentassero gli angeli che salvano la vita.

La gravidanza di Maria prima del matrimonio era, in quel momento, un imprevisto drammatico. Nessuna donna poteva desiderare una gravidanza del genere. Anche in un tradimento vero ci si augura che non sfoci in una gravidanza; e quando purtroppo capita, disfa famiglie e crea tanto dolore. Nel caso di Maria, lei rischiava la lapidazione. Nella migliore delle ipotesi, anche un uomo santo come Giuseppe aveva deciso di rompere con lei e di lasciarla nella vergogna della sua situazione. Nessuna spiegazione avrebbe potuto salvarla da quella triste condizione. Giuseppe, almeno secondo il brano evangelico, non sembra essere stato convinto dal racconto della sua fidanzata.

Per fortuna intervenne l’Angelo di Dio. È chiaro che situazioni del genere non si risolvono senza il ricorso alla Grazia di Dio; sono troppo difficili da accettare per noi senza di essa. L’angelo non ha salvato solo la vita di Maria e del bimbo concepito, ma anche la vita dello stesso Giuseppe. Non si sa dove lo avrebbe potuto condurre un dispiacere del genere, come avrebbe vissuto, o in quale depressione lo avrebbe trascinato una delusione amorosa simile. Anche per lui l’angelo è stato una salvezza.

Di angeli che salvano la vita ce ne sono ancora. Penso a tutti coloro che aiutano le persone con gravidanze indesiderate a scegliere di custodire la vita; penso alle donne che hanno subito violenze eppure accettano di curare una vita che scaturisce dalla violenza più terribile; penso a quelli che, contro il parere medico, rifiutano di uccidere il frutto del loro grembo. Sono angeli del nostro tempo: quelli che non fanno pesare il senso di colpa agli altri, ma li affiancano perché riprendano la retta via; sono angeli quelli che mettono a rischio il proprio benessere per soccorrere gli imprevisti che scombussolano la vita degli altri; sono angeli coloro che sanno contare sulla Grazia di Dio per uscire dal fango della vita.
Voglia il Signore che possiamo diventare angeli capaci di prenderci cura della vita. Buona domenica.

3ª domenica di Avvento/A

La fede non rende immuni alla sofferenza

Mt 11,2-11

A cura di Don Eric Oswald FANOU

In questa domenica, chiamata Gaudete, il vangelo racconta un momento di sofferenza del grande profeta Giovanni Battista. In ciò che credeva sembra venire meno nel silenzio del carcere. Egli mandò a Gesù i propri discepoli per avere risposta ai propri dubbi. Gesù gli annuncia il compimento delle parole del profeta Isaia, poi invita Giovanni alla perseveranza nella fede in Lui: “Beato colui che non trova in me motivo di scandalo”. *La fede non rende immuni alla sofferenza, ma aiuta ad attraversare la sofferenza con serenità.*

Giovanni si era trovato in carcere dopo aver rimproverato Erode perché egli aveva preso Erodiade, la moglie del suo fratello Filippo. Il re, pure non volendo, finì per mancanza di umiltà per imprigionare il profeta, per chiudere la voce al vero. Come tanti di quelli che venivano fatti fuori solo perché alla loro presenza si scuoteva la coscienza.

Lo stesso Giovanni il Battista, radicale e austero nella propria vita al seguito del Signore, lo stesso la cui voce ha gridato nel deserto per annunciare il Messia potente che viene a liberare il popolo d’Israele da ogni tipo di schiavitù, si sente abbandonato in prigione. A questo punto, come succede anche a noi, gli sorgono dei dubbi. Ma ha un merito: non si lascia imprigionare dai suoi dubbi. Proprio dentro il buio del dubbio cerca, per mezzo dei suoi discepoli, di incontrare Gesù, cerca di aprire un dialogo.

E Gesù gli viene incontro, citando la profezia d’Isaia. Egli fa capire a Giovanni che le stesse Scritture da lui annunciate si sono compiute. E invita Giovanni il Battista a superare l’ostacolo (scandalo) per entrare nella nuova comprensione della figura del Messia. Le armi del Messia sono diverse da quelle di Erode, da quelle che spesso desidera il mondo. Il Messia è un agnello disarmato, che ci invita a diventare anche agnelli per Dio. Giovanni il Battista lo è rimasto sino alla morte cruenta.

Essere credenti o non credenti non protegge dal male, dal dolore. Ma c’è un modo cristiano di vivere le prove che fa rinascere la vita e dona gioia e serenità. Non si tratta di arrendersi, ma si tratta di sapersi mai abbandonati dal Signore.
Che il Signore ravvivi ancora la sua gioia nei nostri cuori.
Buona domenica.


La Piccola Compagnia dei Timidi di San Giorgio presenta...

L’Elisir

Sabato 20 dicembre ore 20.30

 

Commedia in 2 atti ambientata nel 1494 tra San Giorgio di Piano e Bologna

Prima sabato 20 dicembre ore 20.30 presso la Sala Giulietta Masina di San Giorgio di Piano

Replica Domenica 18 gennaio ore 20.30 presso il Teatro parrocchiale di Mascarino

Sabato 25 ottobre 2025

Il “fine vita” tra terapia del dolore e suicidio assistito

Seminario di Studi

Seminario di studio

25 Ottobre 2025, 9.00 – 13.30

Bologna, Via Riva di Reno 55

Organizzato da Fondazione IPSSER in collaborazione con Associazione Insieme per Cristina e Istituto Culturale Veritatis Splendor

Con il patrocinio della Chiesa di Bologna, dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Bologna e dell’Ordine degli Psicologi dell’Emilia Romagna

L’OASER (Ordine degli Assistenti Sociali della regione Emilia Romagna) ha accreditato l’evento con 4 crediti formativi (solo per gli assistenti sociali iscritti all’Ordine dell’Emilia Romagna)

 

Il programma completo nel

Sito di riferimento

XXIX Domenica del Tempo Ordinario /C

Vedova giusta e giudice iniquo

Lc 18,1-8

A cura di don Eric Oswald Fanou

Il Vangelo di questa domenica narra una parabola che mette in campo un giudice disonesto e una vedova bisognosa di giustizia. La storia si conclude con una nota positiva, in quanto le suppliche insistenti della vedova riescono a ottenere giustizia dall’uomo iniquo. Il Vangelo ci mostra tre significati della giustizia.

La scelta della vedova nel Vangelo non sembra essere casuale. La vedova era considerata un essere fragile, bisognoso degli altri per vivere. Era considerata una persona senza difesa. Per questo motivo, la Legge di Mosè richiedeva grande premura verso di lei. Se cerca giustizia in questo modo, è perché non ha altra alternativa.

Non chiede con lo spirito di provare anche presso questo giudice, come talvolta fanno i cristiani, che ricorrono a Dio solo dopo aver esaurito ogni altra alternativa umana. La sua non è una prova, ma un’estrema e unica necessità, poiché per la vedova il giudice non è un’alternativa tra le tante, ma l’unica, assoluta possibilità. Chiede con perseveranza perché, per lei, solo quel giudice, sebbene corrotto, può risolvere il suo problema. Ed è proprio questo tipo di atteggiamento, questa assoluta dipendenza, a rendere le nostre preghiere perseveranti. Non ripone questa fiducia in nessun altro. Siamo giusti quando riponiamo in Dio la fiducia esclusiva che Egli si aspetta da noi.

Contrapponendo il Padre al giudice corrotto, Gesù mostra che Dio è Giusto perché non abbandona i suoi, fa giustizia salvandoci. Occorre, però, avere una fiducia filiale, specialmente nei momenti in cui tutto sembra buio. Anche noi stessi, ed è il terzo significato, siamo giusti quando mettiamo i nostri talenti al servizio degli altri, perché è per loro che il Signore ce li ha dati. Siamo giusti quando non rifiutiamo agli altri ciò che spetta loro da parte nostra. Anche se fosse un semplice sorriso.

Per l’intercessione della Beata Vergine Maria, possiamo credere in questa giustizia di Dio. Buona domenica.

Inizio Anno Accademico

Camminiamo in alto

Lunedì 20 ottobre a San Luca

Tempo di NUOVI INIZI UNIVERSITARI?? 🆕
Noi ti invitiamo a cominciare insieme questo anno accademico!
COME❓❓
CAMMINANDO INSIEME 👣 verso la Madonna di San Luca!
QUANDO❓❗🗓️
Lunedì 20 ottobre🍂
DOVE❓❗
Partenza dall’Arco del Meloncello 🍈 dalle 17.00 🕔
Vi aspettiamo!!!
A cura della Pastorale Universitaria della Chiesa di Bologna