Category Archives: Parrocchia di S. Giorgio di Piano

Venerdì 22 maggio dalle 17.30

Aperitivo alla Ramponi

Aperto a tutti su prenotazione

“Aperitivo alla Ramponi”
Venerdì 22 maggio 2026 dalle ore 17.30 alle 20.30 presso la scuola dell’infanzia ramponi di San Giorgio di Piano (via rossi 6)
Raccolta fondi a sostegno dei progetti di potenziamento e inclusione della Scuola dell’infanzia parrocchiale Ramponi.
Aperto a tutti con prenotazione.
Seguite le info nella locandina…Vi aspettiamo!

Screenshot


1° Maggio a Maranà-tha

40 anni di servizio

La Comunità raggiunge un importante traguardo!

Questo 1° maggio festa speciale!

ore 9.00 camminata ludico-motoria

ore 11.00 celebrazione della S. Messa presieduta dal Card. Zuppi

ore 13.00 pranzo con pasta asciutta

ore 14.30 tavola rotonda “Comunità: è possibile?”

Nel pomeriggio torneo di burraco e pallavolo

ore 17.30: Giovani che fanno la città

dalle 16.30 piadine, spritz e birra

ore 21.00 Concerto dei Lucy and hombres

 


25 aprile 2026

Pellegrinaggio parrocchiale a San Luca

Come tradizione, la Parrocchia di San Giorgio di Piano propone il pellegrinaggio al Santuario della Madonna di San Luca, che quest’anno assume un significato tutto particolare, poiché la Basilica è uno dei luoghi giubilari della nostra Diocesi.
Ore 9.00 Ritrovo a Bologna, al Meloncello, e salita al Santuario
Ore 11.00 S. Messa animata dalla nostra parrocchia
A seguire… tradizionale rinfresco sotto il voltone della Basilica

(locandina in allegato)


3a Domenica di Pasqua (Anno A)

La speranza in Dio non delude

(Lc 24,13-35)

A cura di Don Eric Oswald FANOU

C’è una saggezza popolare del mio paese che consiglia: se non sai dove stai andando, almeno torna da dove sei venuto. In effetti, i due discepoli di Emmaus si sentirono così traditi nelle loro aspettative da ritenere che fosse meglio tornare alla loro città di residenza. Con la morte di Gesù, la loro speranza era svanita. Ma la misericordia dell’apparizione di Gesù ha riacceso quella speranza. Per chi crede nella risurrezione di Cristo, anche in mezzo alle difficoltà, la luce della speranza non si spegnerà mai.

Per i due discepoli delusi, lasciare Gerusalemme significava molto di più che lasciare un luogo. Erano pieni di speranza quando si erano uniti al ministero di Gesù: «Speravamo che fosse lui a liberare Israele». Con Gesù, vivere a Gerusalemme significava attesa della redenzione; senza Gesù vivo, era diventata un luogo di non senso e di morte -un luogo dove le loro vite si erano fermate. Questo scatenò l’impulso compulsivo di tornare alle loro vecchie vite.

Allo stesso modo, quando rimaniamo pesantemente delusi dalle cose in cui abbiamo riposto fede e amore, sperimentiamo lo stesso desiderio di fuggire. Potremmo voler scappare dalla Chiesa, fuggire dai rapporti familiari o da amici insopportabili, o persino lasciare un mondo che non sembra più degno di essere vissuto. Nel Vangelo di oggi, Gesù ci mostra che non abbandona mai chi ha posto la sua speranza in Lui.

Proprio come nel caso di Tommaso, quando siamo abbattuti, Gesù viene lungo il nostro cammino attraverso la sua Parola o attraverso qualcuno inviato a sollevarci. Questo “qualcuno” potrebbe anche essere uno sconosciuto. Possano i nostri cuori ardere quando Lui cerca di salvarci da una vita senza speranza. Come credenti nella Risurrezione, siamo chiamati a portare speranza al mondo, non a condannarlo. Siamo chiamati a essere quello “sconosciuto” che aiuta e riporta indietro coloro che lasciano i propri luoghi di comunione e la comunità a causa della delusione. Per farlo, Gesù ci insegna la condivisione della Parola e la frazione del Pane, cioè la comunione vera al disagio dell’altro.

La grazia del Signore nostro ci aiuti a proclamare la nostra vittoria nei luoghi in cui le nostre vite si erano fermate, affinché possano risplendere di grande speranza. Buona Domenica.

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2ª Domenica di Pasqua/A

Credere senza illusione

A cura di Don Eric Oswald FANOU

Circa due secoli fa, Karl Marx diceva della religione che essa è l’oppio dei popoli. Per quanto riguarda il cristianesimo cattolico, esiste un modo di vivere la fede che potrebbe davvero renderla un “oppio”, cadendo nell’incoerenza e nell’infedeltà alla religione stessa. Il Tommaso del Vangelo odierno non è certamente il discepolo di un cristianesimo che non si pone domande: il suo dubbio, aperto al dialogo sincero e umile, lo salva dall’illusione.

Nel brano odierno, Tommaso potrebbe non sembrare un “bravo” discepolo perché ha dubitato. Spesso, agli occhi di alcuni, appare “bravo” solo chi obbedisce senza porre domande o chi continua a fare “come si è sempre fatto”, accettando acriticamente le parole dei ministri. Molti partecipano alla Messa o usano i sacramentali (acqua benedetta, rami d’ulivo) e le immagini sacre senza coglierne il significato profondo. Vivere la fede in questo modo non aiuta a renderla intelligibile. Eppure, la ragione non si contrappone alla fede, e viceversa.

Nel Vangelo, Tommaso non mi pare l’unico dubbioso. Tutti erano ancora chiusi per paura, nonostante la testimonianza delle donne e del “discepolo amato” che “vide e credette”. La gioia degli apostoli scaturisce solo dopo aver visto le piaghe del Risorto. La testimonianza altrui, evidentemente, non era bastata nemmeno a loro, né bastò a Tommaso: forse per lui era una notizia “troppo bella per essere vera”, o forse la delusione era tale da rendergli impossibile crederci subito.

Tommaso emerge come una persona sincera e libera, che non si lascia trascinare dal “pensiero di gruppo”. Non fonda la propria vita solo sul “sentito dire”, ma desidera fare un’esperienza personale del Risorto. E Gesù gli viene incontro. Nonostante il dubbio, Tommaso non diventa ribelle e non si allontana dalla comunità; non impone la propria incertezza agli altri, ma rispetta la loro fede. È un uomo di buona volontà, assetato di verità. A lui Gesù mostra misericordia, offrendogli il fianco e le mani. Così, Tommaso passa immediatamente dal dubbio alla professione di fede. La misericordia lo ha risollevato, non condannato. Il «Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto» descrive uno stato di grazia, non è un rimprovero. In Tommaso, anche noi abbiamo “visto”. Che il Signore ci aiuti a portare al mondo la gioia di ciò che abbiamo incontrato.
Buona Domenica della Misericordia.


Sabato 11 aprile 2026

In Sella con Giorgio #4

"L'aria in faccia è un diritto di tutti"

Evento aperto a tutti coloro che possiedono una bicicletta in buono stato.
Tutto l’itinerario sarà aperto al traffico e pertanto per i partecipanti è OBBLIGATORIO rispettare il Codice della Strada.
Gli organizzatori non sono responsabili per eventuali danni a terzi, persone o cose.
Uso casco consigliato
È previsto un servizio di assistenza e di recupero bici.

PROGRAMMA
Ritrovo ore 15.00 a S.giorgio di piano – campetto parrocchiale “juega bonito” (piazza indipendenza)
Partenza ore 15.30
ITINERARIO di circa 18 km su CICLABILI o PERCORSI SICURI con sosta di “rifornimento” prevista a metà itinerario presso l’Oratorio del Savignano (Argelato)
arrivo e ristorazione dalle 17.30 a S.giorgio di piano – campetto parrocchiale “juega bonito”: crescentine e bibite a cura del Centro sociale “Falcone e Borsellino” e dei volontari della parrocchia.

Partecipazione con offerta libera.
I fondi raccolti serviranno per sostenere il progetto ciclistico “Pedalando insieme” di “L’Arche Comunità l’Arcobaleno impresa
sociale” e per sostenere le attività del gruppo “Super Icare” della Parrocchia di San Giorgio di Piano, dedicato alle attività di tempo libero per giovani e adulti con diversa abilità.
Per tutti i partecipanti: una crescentina farcita da ritirare a fine pedalata… e simpatici gadget!!!